Barometro della coesione in Svizzera
Cosa unisce la Svizzera e dove si manifestano le fratture nel tessuto sociale? Dal 2025 Feldschlösschen approfondisce queste domande insieme all'istituto di ricerca Sotomo. La seconda edizione del Barometro della coesione mostra che la coesione è sotto pressione, ma rimane intatta laddove le persone si incontrano e interagiscono personalmente.
Dalla sua fondazione nel 1876 a Rheinfelden, Feldschlösschen è fortemente radicata in tutta la Svizzera. In qualità di birrificio leader e più grande distributore di bevande del Paese, Feldschlösschen si considera un attore importante che riunisce le persone e rende possibili gli incontri. In occasione del 150° anniversario, all'insegna del motto «Ciò che conta siamo NOI», anche quest'anno il barometro si dedica alle seguenti domande: quanto è forte la coesione? Dove si creano divisioni? E come si può rafforzare la comunità?
Leggi il rapporto completo (PDF) del agosto 2026:
"La svizzera guarda con lucidità alla propria storia fondatrice"
Il 1° agosto è alle porte e con esso la Festa nazionale, che commemora la fondazione della Confederazione Svizzera nel 1291, quando i cantoni originari di Uri, Svitto e Untervaldo firmarono lo storico Patto federale. Se si chiede alla popolazione quando, a suo avviso, sia nato lo Stato nazionale, la maggioranza (52 %) associa la nascita del proprio Stato nazionale al 1848, anno di fondazione dello Stato federale moderno con la sua prima Costituzione democratica (figura 1). Solo un quinto (21%) individua il momento della fondazione nel 1291. Per quanto riguarda la fondazione dello Stato, la popolazione svizzera mostra quindi una visione della propria storia basata sui fatti.
Il rapporto distaccato nei confronti del momento della fondazione si manifesta anche nei confronti di una figura simbolica centrale: Guglielmo Tell. Quest’ultimo è strettamente legato ai racconti sulla fondazione della Svizzera e viene rappresentato in molti luoghi in occasione della Festa federale. Per la maggioranza degli svizzeri, Tell è innanzitutto una figura leggendaria – sia come personaggio della tradizione popolare (37 %) sia come personaggio di Schiller (28 %, figura 2). Solo poco più di un quarto (27 %) vede in lui il combattente per la libertà contro gli Asburgo e appena il cinque per cento il fondatore della Confederazione.
Se si chiede quali siano le linee di conflitto storiche più pericolose in Svizzera, le risposte risultano meno sobrie – e rivelano molto sul presente. Le più citate sono la lotta di classe tra operai e borghesia (28%) e l’opposizione tra città e campagna (25%, figura 4). Al contrario, la contesa confessionale tra cattolici e riformati, che nel 1847 rappresentò effettivamente una pericolosa linea di frattura in Svizzera e portò addirittura alla guerra civile, si colloca solo al terzo posto con il 18%. Anche la disputa linguistica, che durante la Prima guerra mondiale scosse la coesione della Svizzera, viene citata solo dal 13% della popolazione. Tuttavia, questi profondi fossati storici sembrano essersi in qualche modo attenuati nella memoria collettiva. Al contrario, viene attribuita la maggiore importanza storica proprio a quelle divisioni che oggi caratterizzano il dibattito.
La coesione è un valore imprescindibile per la popolazione svizzera. Solo il 4% degli intervistati la considera irrilevante. Tuttavia, esistono opinioni diverse sul significato di coesione: solidarietà, regole comuni e identificazione nazionale sono aspetti centrali che variano a seconda dell'orientamento politico.
Due terzi della popolazione valutano la coesione come (piuttosto) debole. Le differenze sono particolarmente marcate tra gli schieramenti politici, i ceti sociali e tra residenti e immigrati. Mentre uomini e donne si sentono uniti, le persone socialmente svantaggiate vedono la coesione in modo più critico.
Nelle città più grandi, circa due terzi degli intervistati valutano l'offerta gastronomica come buona o molto buona. In campagna, solo circa un terzo. Questa insoddisfazione riflette il cosiddetto «declino della ristorazione»: molti piccoli ristoranti e trattorie nelle zone rurali lottano per sopravvivere.
Il risultato è significativo: chi è insoddisfatto dei luoghi di incontro nel proprio luogo di residenza percepisce anche la coesione sociale nel suo complesso in modo più critico.
La stragrande maggioranza degli intervistati è soddisfatta delle dimensioni della propria cerchia di amici e può contare sulle persone che la circondano. Il senso generale di comunità è quindi forte, ma spesso limitato alla sfera privata. Una delle ragioni è il calo dei luoghi di incontro pubblici, poiché ritrovarsi, ad esempio nei ristoranti o durante gli eventi, è considerato una base importante per la coesione.
Al sistema di milizia viene attribuito un ruolo significativo per la coesione sociale. Circa quattro intervistati su cinque lo considerano importante o piuttosto importante. Questa valutazione è diffusa in tutta la società, ma è particolarmente marcata tra le persone anziane, nelle zone rurali e nella Svizzera tedesca.
Tuttavia, circa un quarto degli intervistati afferma che la propria professione principale non consente o rende difficile l'impegno nel volontariato.
Sotomo è un istituto di ricerca svizzero con sede a Zurigo che si occupa di sondaggi di opinione politica e sociale e analisi spaziali.